Il suo viso divenne lucente come il sole

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«La gloria di Gesù è il compimento dell'amore che dimora in lui e di cui Dio suo Padre è la fonte».

Letture: Seconda Domenica di Quaresima

Domenica scorsa contempliamo Gesù rifiutandosi di «approfittare» della sua divinità, tentata da Satana come un uomo comune, ma vittorioso di fronte alla tentazione. Oggi contempliamo la sua gloria, di solito, nascosta, la sua divinità.

In questo brano evangelico di questa domenica, Gesù invita Pietro, Giacomo e Giovanni a venire con Lui, su «un monte alto», per incontrare Dio, per contemplarlo, Gesù trasfigurato, nella Sua gloria. La gloria di Gesù è il compimento dell'amore che vive in Lui e di cui Dio suo Padre è la fonte. Dio Padre ama infinitamente suo Figlio. Questo amore infinito del Padre gli rivela tutta la sua bellezza. È questa bellezza interiore di Gesù, questa vita interiore, irradiata dall'infinito amore di Dio che appare fuori, sul suo volto trasfigurato e sulla sua veste piena di luce: «Questo è il mio amato Figlio, nel quale trovo la mia gioia, ascoltatelo!»

Ora, nel brano che precede immediatamente il Vangelo della Trasfigurazione, che sentiamo oggi, Gesù annuncia la sua passione e noi testimonia la resistenza di Pietro... La contiguità, la vicinanza di queste due scene: l'annuncio della passione e la trasfigurazione, è lì, mi sembra, per farci capire il paradosso del mistero della Pasqua: Colui che è inondato di luce è proprio colui che ha attraversato la notte della morte e ha ottenuto la vittoria dallo strano percorso di fallimento. Ci viene così ricordato l'impossibilità di separare gli aspetti luminosi e i momenti oscuri dell'esistenza, del dolore e della gioia, della morte e della resurrezione.

La narrazione della Trasfigurazione ci pone davanti a due modi di essere discepolato: uno spinge a cogliere i momenti di luminosità che Gesù offre, donandosi totalmente a noi, lasciandosi totalmente sequestrato, posseduto; l'altro, più difficile, ci invita a rinunciare a ciò che sappiamo di questa visione, ci riferisce ad ascoltare la sua parola e ci manda giù dalla montagna e ci riporta sulla strada per riprendere il nostro viaggio quotidiano.

Come i discepoli, abbiamo bisogno di sperimentare la vicinanza del Dio confortante. Se non viviamo mai questo tipo di esperienza, possiamo dubitare dell'esistenza della bellezza e vedere con uno sguardo disilluso il mondo che ci circonda, su noi stessi, su Dio, solo gli aspetti opachi della realtà, la mediocrità che progredisce, i calcoli egoistici che sostituiscono la generosità, il ripetitivo e il vuoto routine che occupa il mondo. 'spazio di gioia e fedeltà., paura e sfiducia prima della vita (cfr di fronte all'epidemia: tutte queste scorte alimentari accumulate, voli 8000 maschere negli ospedali)

La narrazione della trasfigurazione ci invita a evocare i momenti di grazia durante i quali abbiamo vissuto un'esperienza di luce e dove la nostra vita sembrava essere trasfigurata, abitata da questo amore di Dio che ci rivela la nostra bellezza come figlia e figlio di Dio, rivelazione che ci viene fatta attraverso il nostro battesimo: l'amore è diventato certo, la fraternità è diventata palpabile e la realtà ci ha parlato un nuovo linguaggio di fede e di speranza nella vita. È un fulmine momentaneo che rivela il significato del cammino della fede intrapreso. Evocarli e riconoscerli come una forza ricevuta per continuare a camminare ci aiuta a continuare la paziente ricerca di Dio e del Suo Regno, la Sua presenza, in mezzo alle tenebre e all'incertezza.

Ci sono molte persone per le quali la realtà di questo mondo è silenziosa, ghiacciata e morta. Noi cristiani siamo chiamati ad assicurare che queste realtà possano rivelare e trasfigurare la traccia del Dio che vive in esse. Ecco l'istruzione che ci viene data: «Ascoltatelo!» , Lasciateci sempre più abitati dalla Sua Parola per sperimentare la Sua misericordia completamente gratuita verso di noi. Seguiamo Gesù sulla sua via della croce e sulla sua via della risurrezione. Dice: «Alzati e temiti». Non c'è dubbio per noi di piantare tende per rimanere nel bagliore della visione trasfigurata di Gesù; siamo invitati a continuare la strada che lo segue. Si tratta di rimboccarci le maniche per testimoniare nella nostra vita quotidiana la speranza ricevuta dallo Spirito Santo, che, in noi e con noi, costruisce la nostra risurrezione insegnandoci all'amore. Marciamo con Lui per rendere la propria esistenza un dono di amore per gli altri, in un'obbedienza disponibile alla volontà del Padre, in un modo che è nelle mani del Padre. Un atteggiamento di maggiore distacco verso le cose di questo mondo, nella vera libertà interiore.

Questa Eucaristia ci permetta di ascoltare il Figlio Diletto e quindi di partecipare per mezzo di Lui, con Lui e in Lui a questa trasfigurazione, a questa risurrezione di tutta la nostra vita.

Padre Francesco Corbière

Vangelo e Omelia

Orgue:Al Grande Organo, Guy Didier

- Ingresso: 1a Sonata, 1° movimento - inizio (A. Guilmant)

- Offerta: 1a Sonata, 1° movimento - continuazione (A. Guilmant)

- Comunione: Preludio e fuga in sol minore - Fuga (Johann Schneider 1702-1788)

- Uscita:

Preludio e fuga in sol minore - Preludio (Johann Schneider)

Su Wikipedia:

Alexander Guilmant

Johann Schneider

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