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Messe di Natale: Un Salvatore è nato per noi

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“A Natale abbiamo il piacere di muoverci verso la freschezza di Dio, di incontrarci insieme intorno a lei e di poterci attingere da essa quell'acqua che da sola può farci vivere”.

Letture: Messes Vigilia di Natale

“Oggi è nato per te un Salvatore” (Lc 2, 1-14)

Amati da Dio, care sorelle e fratelli, cari figli e figlie di Dio, il bambino di cui celebriamo la nascita, potrebbe mobilitarci, essere interessato al punto di riunire molti, qui, in questa notte...?

La mia domanda stupita deriva anche dal fatto che siamo, molto spesso gelosi del nostro tempo! È ben noto che ripetiamo tutto il tempo di non avere tempo per questa o quell'altra cosa... Allora perche' siamo qui?

Sorelle e fratelli, credo di poter rispondere che siamo qui perché questo bambino, cioè Gesù, è una promessa per noi. Non credi che, facendosi uomo in Gesù, Dio ci abbia donato in qualche modo un dono del suo tempo a lui? E molto di più, ci ha dato suo Figlio come nostro fratello. È anche per questo motivo che ognuno di voi, in un certo senso, venendo a questa celebrazione, ha voluto dare parte del suo tempo per accogliere e celebrare Dio che si fa uomo nel suo Figlio Gesù.

La nostra presenza qui in questa chiesa questa notte dice che vogliamo e possiamo trovare la fiducia di cui abbiamo bisogno per vivere, al di là di tutte le nostre delusioni. Ecco perché ognuno di noi, con le proprie sfumature, ha voluto essere simile agli altri cristiani per celebrare questa nascita. Quindi non è una sorta di fuga dal reale, per “dimenticare il resto”, che siamo qui; non siamo venuti ad aprire nessuna piccola parentesi, come se stessimo andando allo stadio per seguire una bella partita di calcio. No: noi cristiani siamo felici che Dio abbia scelto di essere l'Emmanuele e che questo “Dio con noi” ci invita a condividere la sua vita.

Posso facilmente immaginare che in questa notte ognuno di noi porta con sé la propria vita quotidiana che può essere pesante; tuttavia, le preoccupazioni della nostra vita non vengono cancellate. Ma torniamo a questa solenne vacanza un po' come una volta andavamo alla fontana del paese: per il piacere di andare alla sua freschezza, incontrarci insieme intorno ad essa e poter attingere da essa acqua che da soli può farci vivere. Senza dubbio, ognuno di noi è qui, anche per ragioni più personali e segrete. Quello che è certo è che vogliamo annunciare insieme, con gli altri, il cuore della nostra fede per tornare a casa con rinnovata speranza!

Anche se il mondo segue inesorabilmente il suo corso, con i suoi numerosi eventi tragici (combattimenti spietati, camion blindati...)? Sì, sì, ci credo: il Vangelo o la Buona Novella di quella notte che abbiamo appena sentito conferma che il Messia, il nostro Liberatore, è venuto per offrirci qualcos' altro. È venuto per cambiare radicalmente il senso della storia e per dargli un altro risultato, una via d'uscita che ci è inconcepibile; ci offre la sua salvezza e la sua vera pace. Osiamo ascoltarlo, speriamo per lui cari fratelli e sorelle; osiamo credere in questo ignoto di Dio se vogliamo essere più felici.

L'approccio di Dio che si fa uomo, il suo approccio che lo spinge a farsi uno di noi per salvarci si estende su più fasi: è venuto prima nella debolezza di un bambino (e questo è ciò che ricordiamo soprattutto questa notte: Dio che nasce nella nostra vita). Poi ha scelto di identificarsi nella nostra realtà umana, di viverla pienamente, alle conseguenze estreme anche attraverso la morte, fino alla risurrezione. Infine, ha promesso di tornare un'ultima volta per stabilire una pienezza che tutti ci aspettiamo e che ci è stata annunciata da lui; e non saremo delusi. E' lui che lo dice. Questo è il nucleo della Promessa a cui mi riferisco nel mistero della nascita di Gesù.

Dio, nel suo Figlio, viene a noi oggi, si offre totalmente a noi; questo è il suo dono di Natale per noi; e questo è il significato dei nostri doni. Il Signore viene come quello che volevamo e allo stesso tempo come qualcuno imprevisto. E notiamo che quando Dio viene, non viene come si può immaginare. Viene come un povero uomo, come un figlio dei poveri e, per la sua estrema debolezza, ci dice: “Sappiate che è in coloro che sono come me che potete trovarmi; è accogliendoli che mi accogliete. Siamo pronti, cari fratelli e sorelle ad accogliere il suo messaggio, a vivere la sua buona novella? Se lo saremo, la sua promessa sarà adempiuta per noi.

Omelie:

Padre Pierre Dibi

Padre Rodrigue Chabi

Organo: Al Grande Organo, Guy Didier

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Su wikipedia:

John Sebastian Bach

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