Gesù, con una faccia determinata, ha preso la strada per Gerusalemme

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“Gesù è il non-violento per eccellenza. Egli ci invita ad avere il coraggio di dialogare con coloro che non condividono le nostre convinzioni”.

Letture: tredicesima domenica del tempo ordinario

Quest'estate, alcuni avranno la gioia di andare in vacanza, altri non sperimenteranno la gioia di avere una vera vacanza, ma questo periodo non sia, per nessuno di noi, un tempo durante il quale ci metteremo in una “vacanza” del Signore.

Nel testo evangelico di questa domenica, Gesù sale a Gerusalemme dove deve essere messo a morte: “Come fu il tempo in cui Gesù doveva essere rapito”. Ciò che si avvicina a Gesù è: la Pasqua con i suoi due lati: la morte e il passaggio alla vita del Padre. Su questo cammino siamo invitati a contemplare tre atteggiamenti di Gesù, per viverne.

- Il primo è il coraggio: “Gesù ha preso la strada con determinazione, con coraggio”. Sulle nostre strade, il calvario a volte è troppo pesante, il futuro sembra intasato e spesso vogliamo dimettersi, mettere il nostro fardello sul lato della strada, in attesa del quale non sappiamo quale aiuto! L'esempio di Gesù ci invita ad alzarci coraggiosamente, a riprenderci il peso della nostra vita e a continuare la strada con coraggio. Che luce e conforto dato a tutti coloro che soffrono e che devono sopportare ad ogni costo, a volte travolgenti prove.

- La seconda è la rinuncia a tutte le violenze. Sappiamo per esperienza che la violenza non ha mai risolto alcun conflitto. Gesù che ha vissuto in un clima ostile e pericoloso è il non-violento per eccellenza. Egli attende la lenta opera della verità nei cuori degli uomini e rispetta la sua libertà fino alla fine. Egli ci invita ad avere il coraggio di dialogare con coloro che non condividono le nostre opinioni o che hanno credenze diverse dalle nostre, che non sono come noi. La qualità dell'ascolto e del parlare può far accadere le cose, e ciò che sembrava insormontabile diventa possibile.

- Il terzo: Gesù propone richieste molto forti a chi vuole seguirlo e quindi di entrare in piena e completa fiducia, una fiducia che non si misura, non spera veramente...

. Gesù sottolinea che per seguirlo bisogna accettare disagio, povertà, insicurezza Nessuna sicurezza della terra può garantire l'impegno di chi vuole accompagnarlo: “Il Figlio dell'uomo non ha posto per riposare il capo”.

. Gesù esige la completa disponibilità e senza indugio alla chiamata ricevuta: “Lasciate che i morti (coloro che non si preoccupano delle cose di Dio e quindi non vivono) seppelliscono i morti (morti)”.

. Gesù chiede radicalità immediata senza guardare indietro. Il Regno chiede l'adesione incondizionata: “Chi mette la mano nell'aratro e guarda indietro non è degno del Regno di Dio”.

“Fratelli, è che possiamo essere liberi che Cristo ci ha liberati... Quindi tenete duro... siete stati chiamati alla libertà... che questa libertà non sia un pretesto per il vostro egoismo; al contrario, mettetevi voi stessi, per amore, al servizio degli altri! ”, ci ricorda San Paolo. L'unico requisito del Regno di Dio, quello che riassume tutti gli altri perché li contiene tutti, è la legge dell'Amore che ci mette nei sentimenti stessi di Cristo ascende a Gerusalemme. Nulla è più contrario al Vangelo di questa indecisione, questa pigrizia spirituale giustificata nei suoi compromessi e nelle sue mezze misure. Non essere cristiani a metà tempo, bagnarsi la camicia, François ha detto alla GMG a Rio.

Quindi, se abbiamo veramente capito la novità e la radicalità del Vangelo, quest'estate, non lasciamo Gesù in una “vacanza”.

Padre Francis Corbière

Vangelo e omelia

Organo: Al Grande Organo, Guy Didier

Entrata: Fantasy and Fuga su “Ad nos Ad Salutarem Undam” (F. Liszt)

Offerta: “Ave Maria” (G. Caccini), voce: Jacqueline Richard

Comunione: “Largo” del Concerto in D (Vivaldi)

Versione: “Preludio e fuga in G Minor” (J. Schneider)

Su wikipedia:

Franz Liszt

Gulio Caccini

Antonio Vivaldi

Johann Schneider

Le altre omelie di Padre Francis Corbière

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